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Dalla scuola alla sanità, passando per il mondo del lavoro: la ristorazione collettiva torna al centro del dibattito con un programma che punta dritto ai temi più sensibili – e spesso più irrisolti – del settore. A Dire Fare Mangiare 2026 prende forma un ciclo di convegni e tavole rotonde costruito per coinvolgere operatori, istituzioni e imprese in un confronto concreto, operativo, senza retorica.

Il palinsesto mette in fila alcune delle questioni chiave. Nella ristorazione scolastica si parlerà di sprechi – non solo alimentari ma economici – di gestione delle diete e di evoluzione dei consumi, con il contributo dei principali player e della ricerca. Accanto, una tavola rotonda darà voce a aziende, amministrazioni e tecnici, chiamati a confrontarsi su criticità quotidiane e margini di miglioramento.

Sul fronte socio-sanitario, il focus si sposta su nutrizione clinica, qualità della vita e modelli di servizio per una popolazione sempre più anziana. Temi come le diete a consistenza modificata, il monitoraggio nutrizionale e l’organizzazione del servizio in RSA evidenziano un passaggio chiave: dalla semplice erogazione del pasto a una logica di cura integrata.

La ristorazione aziendale, invece, si misura con una trasformazione strutturale: smart working, flessibilità e nuovi modelli di consumo impongono una revisione profonda di format, tempi e organizzazione del servizio. Velocità, standardizzazione e capacità di adattamento diventano leve competitive.

A completare il quadro, due ambiti sempre più centrali: nutrizione – tra linee guida, percezione del valore e scarti reali – e gare d’appalto, con un doppio momento dedicato sia agli aspetti giuridici sia alla progettazione degli atti, terreno decisivo per la qualità futura dei servizi.

Il risultato è un programma che non si limita a “raccontare” il settore, ma lo mette sotto pressione: modelli organizzativi, sostenibilità economica, qualità nutrizionale, governance pubblica. Temi che chiamano in causa direttamente chi decide, gestisce e innova.